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Tra segno e visione

Tra segno e visione. Sperimentazione e avanguardia in Noëmi Blumenkranz-Onimus e Luciano Caruso, a cura di Rossella Lorenzi, Barbara Meazzi, Serge Lorenzo Milan, Chambéry, Presses Universitaires Savoie Mont Blanc, coll. Arts Cultures Pouvoirs, 2026, ISBN: 978-2-37741-108-5, 264 pp., 25 €.
Questo volume raccoglie una serie di contributi dedicati a Noëmi Blumenkranz-Onimus, ricercatrice francese specializzata in scrittura sperimentale, e a Luciano Caruso, artista italiano, poeta visivo, teorico e promotore di spazi intellettuali al margine delle istituzioni.
Attraverso letture critiche, analisi d’archivio e riflessioni sulle pratiche verbo-visive, i contributi qui raccolti offrono una duplice prospettiva: quella della critica impegnata e quella dell’esperienza diretta dell’avanguardia, dove si intrecciano corpo, parola, immagine e materia.
Avec les contributions de Sonia Puccetti Caruso, Tania Collani, Luca Palermo, Patrizio Peterlini, Alessandra Acocella, Stefano Magni, Alberto Brambilla, Claudia Salaris, Pablo Echaurren, Cecilia Bello Minciacchi, Giacomo Coronelli. La table des matières est ici
Italia e Francia di fronte alla Libia

Il volume Italia e Francia di fronte alla Libia riprende e amplia i lavori svolti nell’ambito del seminario “La Francia, l’Italia e i loro Mediterranei” tenutosi presso il Centre de la Méditerranée Moderne et Contemporaine dell’Università della Costa Azzura (Nizza, Francia), in collaborazione con atenei italiani (Università degli Stranieri di Perugia, Università della Tuscia).
Questi incontri di ricerca, svoltisi dal 2021 in poi, hanno permesso di mettere a confronto le analisi di esperti francesi e italiani sui temi delle politiche mediterranee, partendo dalla storia fino all’indagine politologica contemporanea.
La Libia si è imposta come argomento assai rilevante, anche per la sua specifica dimensione problematica nell’ambito delle relazioni fra Francia e Italia. Questa pubblicazione vuole essere un contributo a una maggior consapevolezza delle interpretazioni in materia, uno spunto volto ad arricchire lo scambio fra le comunità accademiche, al servizio di una storia che merita un lavoro comune, anche allo scopo di smussare una serie di incomprensioni delle quali rendiamo conto.
Mettre en scène l’Algérie coloniale
Majid Embarech, Mettre en scène l’Algérie coloniale. Les préfets d’Alger et le protocole (1936-1961), Rennes, PUR, 2026, 276 pp., EAN : 9791041304455, 25 €

Comment comprendre l’Algérie coloniale autrement qu’à travers le prisme de la violence et des conflits qui ont jalonné son histoire ? En entrant dans le bureau des préfets d’Alger, l’ouvrage montre comment ces hauts fonctionnaires se mettent en scène à l’occasion des cérémonies et des voyages officiels en Algérie, afin d’incarner l’État au cours des dernières années de la présence française, entre 1936 et 1961. Les archives issues du travail quotidien des préfets d’Alger et les photographies des cérémonials protocolaires permettent à l’historien de faire revivre une Algérie mythique, fraternelle et républicaine que ces hauts fonctionnaires étaient chargés de présenter aux Européens d’Algérie, aux Algériens et aux personnalités de passage à Alger ainsi qu’à l’opinion métropolitaine, dans une période de décomposition progressive d’un système colonial inégalitaire. L’action de ces serviteurs de l’État français en situation coloniale permet ainsi de mieux comprendre l’histoire de la France en Algérie, l’histoire de l’Algérie et, en définitive, l’histoire de France. Cet ouvrage est issu d’une thèse de doctorat qui a obtenu en 2022 le Prix du Comité d’histoire préfectorale de l’Institut des hautes études du ministère de l’Intérieur (IHEMI).
Napoli e il Mediterraneo oggi

Napoli e il Mediterraneo oggi, a cura di Daniela Vitagliano e Laura Cannavacciuolo, Napoli, Roberto Nicolucci Editore, , 202 pp., ISBN: 979-12-5542-018-7, 20,00 €.
Il discorso sul Mediterraneo non riguarda esclusivamente stati, nazioni, frontiere, economie e realtà locali, né l’insieme dei dati che si ricavano dallo studio della sua morfologia. Studiare il Mediterraneo significa, innanzitutto, predisporsi a una visione multiprospettica in grado di incrociare studi che riguardano il Mediterraneo fisico, il Mediterraneo storico, il Mediterraneo politico e il Mediterraneo simbolico. Gli autori di questo libro si sono rivolti soprattutto a quest’ultima categoria, il mediterraneo simbolico, il Mediterraneo degli artisti, degli scrittori, dei filosofi che, da Napoli e in epoca contemporanea, ne hanno subito la fascinazione rappresentandolo attraverso varie forme e linguaggi, tenendo fede al principio-guida che regola ogni ragionamento sul Mediterraneo, ovvero quello di inquadrarlo come «sistema di sistemi di interazione tra mare e terra».








